Un vecchio palazzo

C’è una storia di Rodari che si chiama Voci di notte.

Parla di un vecchio signore molto buono che d’improvviso, una notte, incomincia a sentire una voce che piange. Non riesce a prendere sonno e s’incammina, cercando strada dopo strada, chi sia a lamentarsi.
Trova un vecchietto sdraiato su pochi stracci, gli parla un poco e lo invita a casa sua, per bere una tazza di latte e dormire al caldo. Anche la notte dopo, e poi tutte le notti seguenti il vecchio signore sente delle voci che piangono, non riesce a prendere più sonno e esce sempre, e cammina per distanze sempre maggiori, aiutando ogni volta come può. La storia di Rodari finisce con queste frasi qui: una notte, su tutta la terra, non c’è nemmeno un uomo che piange, nemmeno un bambino… e la notte seguente lo stesso… e così per tutte le notti.
Nessuno più piange, nessuno è infelice. E questo forse un giorno sarà possibile. Il vecchio signore è troppo vecchio per vivere fino a quel giorno. Però continua ad alzarsi, perché quello che va fatto va fatto, sempre, senza mai perdere la speranza.

Ecco, la storia del Nuovo Cinema Palazzo è quella di un vecchio palazzo.
Prima un teatro, poi un cinema, infine una sala biliardo, il Cinema Palazzo era chiuso da tempo quando nel 2011 la Camene spa stipulò un contratto di affitto con la proprietà con il progetto di farne un casinò. Cinquanta slot-machine disseminate tra divanetti e tavoli da bar avrebbero riempito i due piani dell’ex teatro, che sta nel cuore di un quartiere popolare di Roma, San Lorenzo.
La mattina del 15 aprile 2011 un gruppo di attivisti, abitanti e studenti di San Lorenzo entrò nel palazzo e lo occupò. Non volevamo un casinò, non volevamo una nuova filiera del gioco d’azzardo, che non solo ammala chi gioca e i suoi familiari, ma contribuisce all’impoverimento di molti attraverso fenomeni di usura e indebitamento patologico, incide sulle spese sanitarie e muove un giro d’affari di miliardi di euro senza produrre crescita economica poiché il denaro vinto non viene reimmesso nel mercato di beni e servizi, ma è rigiocato, alimentando un circolo vizioso.

L’impatto disastroso dell’apertura di un casinò a San Lorenzo è stato fermato da chi ha fatto quello che andava fatto. In otto anni di occupazione il Nuovo Cinema Palazzo continua a costituire il miglior antidoto alla povertà dilagante, di spazi per incontrarsi, di cultura da costruire e godere, di politica da promuovere.
Senza perdere la speranza, anzi alimentandola, continueremo a fare quello che va fatto, sempre.

 

 

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