CONTRABBANDO 2019 | CALENDARIO

Si è chiusa il 6 Gennaio la call della quinta stagione del ContraBBando per le residenze artistiche 2019 presso il Nuovo Cinema Palazzo. Come sempre il numero delle proposte pervenuto – ben trentanove – supera le aspettative e determina ancora una volta l’esigenza di costruire e aprire luoghi di creazione e produzione culturale.
In una città come Roma, in cui molte esperienze artistiche importanti rimangono nell’ombra e gli spazi vengono sottratti alla città, il teatro non sembra ancora risplendere se non dentro gli spazi di autonomia e indipendenza.
Un altro aspetto di più ampio respiro per il ContraBBando di quest’anno è il gran numero di proposte che sono pervenute da fuori Roma e che ci hanno dato modo di riscontrare come il desiderio di partecipare al progetto si sia diffuso anche in altre città quali Mantova, Pisa, Lecce, Salerno, Bologna, Matera, Firenze, Massa Carrara e Milano. Scegliere le residenze artistiche di quest’anno non è stato facile per lo spessore e l’interesse che la gran parte dei progetti hanno mostrato. Ci teniamo comunque a ricordare che i criteri di scelta che sono stati adottati dal Nuovo Cinema Palazzo non sono né basati sulla restituzione economica né su giudizi di valore personali, ma sulle finalità del ContraBBando e sulle seguenti linee guida:
– il desiderio di dar luogo a progetti quanto più differenti e distinti favorendo in questo modo una contaminazione dello spazio e del collettivo con diversi linguaggi artistici;
– l’esigenza di accogliere residenze autonome che possiedano competenze tecniche specifiche all’interno del proprio gruppo, in accordo con il principio di scambio, della condivisione dei mezzi di produzione e la scelta d’autogestione dello spazio;
– le possibilità dettate dal pragmatismo di rendere realizzabili i progetti ospitati, intrecciando richieste e
necessità del proponente con le attività, i corsi, i laboratori, finanche i limiti di dotazione tecnica del Nuovo
Cinema Palazzo.


Nel rispetto della programmazione collettiva dello spazio, il Nuovo Cinema Palazzo ospiterà le
seguenti residenze teatrali fino al mese di Settembre, con relativa giornata di restituzione alla
collettività.

4 – 15 Marzo
The Ghepards – ‘Un chiodo nel mio stivale’
Restituzione Venerdì 15 Marzo
“Un chiodo nel mio stivale” è un progetto interdisciplinare nato dall’incontro delle capacità attoriali, musicali e di scrittura, di tre ragazzi appassionati di Vladimir Majakovskij, poeta simbolo della Rivoluzione Russa.
Attraverseremo la vita e i testi del poeta, partendo dalla Russia del 1917. L’opera attraversa la rivolta di Majakovskij contro la borghesia, gli intellettuali, il cattolicesimo, in nome di un futuro più umano. Incontra compagni quali Blok, Esenin, Pasternak e l’inventiva di artisti come Kandinskij che hanno dato all’arte un ruolo fondamentale. Arriva ad oggi, all’assenza di felicità, ragione e libertà del nostro Paese. Il progetto, in continua sperimentazione, quest’anno si avvalerà di un musicista di scena che interverrà, ora a sostegno ora a contrasto dell’attore e della performance, con elementi di musica elettronica contemporanea mescolati a riferimenti di musica classica.

Con Livia Filippi, Fabrizio Cicero, Fabio D’onofrio, Daniel Terranegra

15 – 26 Aprile
Gruppo Tapodes – ‘Progetto Némirè’
Restituzione Venerdì 26 Aprile
“Non ho mai conosciuto un’epoca tranquilla, sono sempre vissuta nell’angoscia e spesso nel pericolo. Ebbene, nonostante tutto ho fatto una vita da ragazza normale: studiavo, leggevo proprio come adesso”.
Queste le parole di Irène Némirovsky, il cui nome sembra già tracciare il suo destino: «colui
che non possiede pace». Scrittrice di origine ebraica, nata a Kiev nel 1903; visse in Francia fino all’arresto e alla deportazione ad Auschwitz, dove morì nel 1942.
L’intento del progetto è far emergere in tutta la sua attualità l’universo femminile da lei dipinto. Si tratta di donne, spesso madri, che cercano di comprendere la loro essenza, umana e femminile, nel rapporto spesso conflittuale con se stesse e con gli altri: donne irrisolte che combattono contro lo scorrere del tempo e i cambiamenti del corpo. Queste vicende – dove la costante è la ripetizione ciclica degli eventi da una generazione all’altra e dove le aspirazioni sono soffocate e la speranza si fa disillusione – ci dicono di non assumere la vita in maniera irriflessa ma al contrario di prendersi un tempo per pensarla e cercare di comprenderne i diversi e contraddittori aspetti.

Adattamento e regia di Luca De Bei

Con Paola De Crescenzo, Aura Ghezzi, Roberta Infantino, Carla Recupero

13 – 24 Maggio
Fat Men – ‘Ciccioni con la Gonna di Nicky Silver’
Restituzione Venerdì 24 Maggio
Fat men in skirts è una commedia nera e disturbante scritta da un giovane – nonché sconosciuto in Italia – Nicky Silver quando muoveva i suoi primi passi nel mondo della drammaturgia.
Tutto inizia nel momento in cui madre e figlio sono coinvolti in un incidente aereo e si ritrovano su un’isola deserta. In una sarabanda meta-teatrale di generi si alterneranno commedia nera, vaudeville, dramma giudiziario, farsa, grandguignol e teatro dell’assurdo, tutto per raccontare/indagare/vivisezionare/analizzare/ripensare/scandagliare l’animo umano.
Che vuol dire essere uomini? Cosa ci differenzia dalle altre specie animali? È possibile far convivere la nostra indomita spinta alla vita con le istituzioni sociali? Cosa vuol dire essere “normali”? Crescita, emancipazione, sanità mentale, delitto, tradimenti, fama, tossicodipendenza, morale, moda, cinefilia, potere e un’intensa, sanguinosa, scorretta, folle, esilarante storia d’amore.

Regia di Michele Demaria

con Roberto Salemi, Silvia Salvatori, Nicola Sorrenti, Ludovica Apollonj Ghetti, Roberto Salemi, Ludovica Apollonj Ghetti
Musiche di Elio D’Alessandro

3 – 14 Giugno
Collettivo Progetto Ulisse – ‘L’ultimo nessuno’
Restituzione Venerdì 14 Giugno
Un’Odissea moderna con una contaminazione di linguaggi visivi, multimediali e musicali. Un’Odissea moderna che si pone anche come prima Opera Musicale Rap italiana. Un progetto ispirato da una canzone del rapper Kento, nato dalla folle necessità, proprio oggi, di riprendere, ingoiare, rielaborare e risputare il mito omerico. In modo persino barbaro. Ma solo per restituirne il senso originario. Tradendolo solo nell’etimologia latina per cui tradere sta anche per tradurre e traghettare: perché possa tornare a parlare a un tempo che mai, molto onestamente, ci è parso tanto barbaro nel suo quotidiano. L’Ulisse di questa storia (che in realtà non ha nome in scena) è un giovane poliziotto che ha sempre creduto nella Legge, ma non sa più dove si trovi la Giustizia. E allora scapperà dalle proprie radici e solo allora la coscienza del giovane protagonista riuscirà a fare il passo definitivo che lo porterà a essere da Ultimo Nessuno a Primo Se Stesso.

Regia e drammaturgia di Laura Tornambene e Francesco Carlo “Kento”, rapper attivista
Con Giovanni Arezzo, Noemi Carpinato, Emanuele Foti

10-21 Giugno
Teatro Zemrude – ‘Mirrors’
Restituzione Venerdì 21 Giugno
Il progetto Mirrors intende ricostruire l’immaginario della regista Maya Deren, attraverso la sonorizzazione dal vivo (sax baritono e tromba) di due suoi film corti: “Meshes of the afternoon” (1942) ed “At land” (1944). Pioniera del cinema sperimentale, studiò appassionatamente nei suoi viaggi la cultura haitiana e del rituale voodoo, omaggiando i corpi in movimento. I temi più toccati nei suoi film sono sogno, riflessione, ritmo, visione, rituale e identità.
Mirrors nasce come omaggio all’immaginario dereniano e il tema costante della
divisione e moltiplicazione del Sé. Il Sé, che essenzialmente si suppone essere “uno”, si trasforma in “molti”, narrato attraverso immagini oniriche che verranno decostruite e ricostruite in una visione/ascolto viva che possa appartenere in maniera singolare e personale ad ognuno di noi. La performer interagisce in stretto collegamento con l’immagine filmica; il suono e le pause sonore che svuotano l’ambiente ci portano all’interno di una visione priva di colore , con una regia che mette insieme il suono, l’immagine, il movimento. L’esperienza onirico-immaginativa crea risonanze continue nello spazio.

Regia e tecnica di Agostino Aresu

Tromba e composizioni originali di Ersilia Prosperi
Sax baritono e drammaturgia sonora di Daniela Diurisi

23 – 27 Settembre
Teatro dei Servi Disobbedienti – ‘Nostos’
Restituzione Venerdì 27 Settembre

La riflessione su Nostos è iniziata come elaborazione del tema del confine: cosa spinge a varcare un confine? Esiste un confine tra individuo e natura, tra cultura e natura? Per Nostos il Teatro dei Servi Disobbedienti ha intrapreso una serie di studi sul tema della migrazione, considerata come condizione umana archetipica. La drammaturgia di Nostos è frutto di un processo creativo partecipato avvenuto in sala prove ed è composta da testi originali e da brani classici, focalizzando l’attenzione sull’uomo e sul suo rapporto con la natura, sul suo essere un piccolo e insignificante frammento di un Tutto. In scena gli attori sono esseri umani senza un nome proprio e senza un’identità riconoscibile. Sono individui neutri. Le loro facce rappresentano le facce di tutti, ma nello stesso tempo quella di Nessuno. La loro morte, che appare così crudele e drammatica, non è che un piccolissimo attimo nello scorrere naturale e indifferente del tempo. Durante il percorso di creazione del progetto sono state realizzate incursioni performative per un confronto con il pubblico: l’interazione live con il suono ha assunto un ruolo importante nella costruzione dello spettacolo, rendendolo un ulteriore personaggio che influenza le azioni dei personaggi e reagisce in tempo reale ai loro impulsi.

Regia e scenografia di Federica Amatuccio
Sound designer Andrea Gianessi
Con Margherita Kay Budillon, Francesca Nardi, Manuela Davoli, Francesca Bertolini, Roberto Durso

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