“Et in terra pax” Giovedì 29 h 21:30

  
Ancora un giovedì in cui avere l’occasione di vedere film di qualità e incontrare gli autori

Una pellicola girata in tre settimane in digitale ad alta definizione, con un budget ridottissimo da due registi esordienti con i quali discuteremo dopo la proiezione: Matteo Botrugno e Daniele Coluccini. 

 

Sinossi da Mymovies.

Raccontare di vite difficili nei sobborghi romani tra miseria e criminalità, dannazione e redenzione non è una faccenda semplice. Specie dovendo confrontarsi con modelli ingombranti come L’odio di Kassovitz sulla banlieue parigina o con ostacoli storicamente insidiosi in operazioni di questo genere (retorica, recitazione sciatta, ecc.). La straordinarietà di Et in terra pax è quella di evitare sistematicamente le insidie suddette per regalare un racconto morale senza la morale medesima né messaggi di qualsivoglia genere.
Banditi gli eccessi e le forzature di sceneggiatura, la storia di Marco e del suo disastrato quartiere scorre con l’irruenza di un fiume in piena ma la levità di una piuma, tra caratterizzazioni azzeccate – maiuscola la prova di Paolo Perinelli nei panni del barista Sergio – e mirabile compostezza in una gestione delle rare sequenze action figlia, su ammissione degli stessi autori, della lezione di Hong Kong. Il fatto che un simile gioiello di saggezza e narrazione disadorna non abbia riscontrato i favori (e quindi i finanziamenti) di Rai e Ministero è questione che invita a una seria riflessione su meccanismi decisionali seriamente da rivedere.

Trailer

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