Giugno 2013: A giugno si gioca

Ma quale azzardo, il gioco è una cosa seria!

Quando in due secondi e mezzo la SNAI pubblicizza il gioco d’azzardo come fosse “l’ormone della felicità” la racconta lunga sul modello culturale proposto e sull’idea dominante di felicità. Al furto di opportunità, possibilità e occasioni di scelta per il futuro, si rimedia assopendo le coscienze con l’arma della speranza, promuovendo un immaginario di felicità basato sul miraggio del cambiamento. La ricerca della felicità diventa tempo di vita perso, attesa di un evento di rottura con il presente. E la chiamano vincita. Attesa che diventa ripetizione ipnotica, azione meccanica compulsiva, patologia.

Questa la proposta culturale del gioco d’azzardo, della pubblicità, di una comunicazione che gioca con un registro emotivo basso riflettendo il vuoto culturale in cui siamo (stati) immersi.  “Solo il divieto non è sufficiente, lascerebbe un vuoto di comunicazione che invece va colmato.” Scrive su DinamoPress Luca Casarotti http://www.dinamopress.it/news/pubblicita-dazzardo.

La risposta al gioco d’azzardo è allora per forza una risposta culturale e creativa: è la diffusione di altri modelli di pensiero, di socialità, di gioco, di riappropriazione di spazi e di linguaggi culturali, è la sottrazione alle dinamiche speculative imposte sulle nostre vita, sulla città, sulle relazioni. La risposta al gioco d’azzardo esula e va oltre le ipotesi legalitarie del proibizionismo, del divieto, della repressione. La risposta sta nel rilancio culturale, nella riconquista di una dimensione di vita in cui la felicità è anche ricerca, trasformazione, crescita e creazione, capacita di vivere il presente, di agire i desideri e di costruire il cambiamento, è invenzione e pratica di alternative culturali.

Il Gioco è esperienza creativa, espressione del proprio potenziale e della propria personalità, “grazie alla sospensione del giudizio di verità sul mondo, a una tregua dal faticoso e doloroso processo di distinzione tra sé, i propri desideri, e la realtà, le sue frustrazioni” (Winnicott). Il gioco d’azzardo al contrario non fa che ricordarci, continuamente, nella ripetizione dei tentativi fallimentari di trovare una svolta improvvisa, la propria personale e solitaria frustrazione del presente, di cui l’azzardo si nutre e su cui prolifera. L’azzardo annulla ogni competenza cognitiva, ogni abilità, ogni capacità di realizzare un immaginario positivo, anche attraverso le relazioni, la collaborazione, la disponibilità al mondo. L’azzardo è abdicazione di sovranità, passivizzazione del sé, subordinazione incondizionata alla dea fortuna e al dio denaro.

L’atto ludico è al contrario atto creativo: nell’atteggiamento ludico verso il mondo cresce lo spazio di relazione tra il sé e l’altro, tra il soggettivo e l’oggettivo, di una dimensione che eludendo la serietà del mondo permette l’emergere della creatività di ognuno, che non deve mai essere annullata.

Il gioco d’azzardo è una piaga sociale ignorata per troppo tempo dalla politica e dalla classe intellettuale semplicemente per il fatto che il fenomeno riguarda prevalentemente le fasce sociali più deboli della società, con ripercussioni sociali, economiche, e sulla salute molto gravi.

La colpevole mancanza di una regolamentazione del fenomeno ha fatto si che interessi privatistici abbiano prevalso sul bene comune, stravolgendo la conformazione urbanistica del territorio cittadino.

Noi crediamo che i Comuni debbano godere di una maggiore autonomia nel campo della normativa sul gioco d’azzardo. Chiediamo l’istituzione di una Consulta , sul modello dell’esperienza di Genova, composta da esperti in materia e aperta ai cittadini, che elabori una normativa specifica ad oggi inesistente per il Comune di Roma, che tuteli gli interessi della comunità prima che dei signori del gioco, delle concessionarie e del “sistema gioco” ampiamente infiltrato dalle mafie e dalla criminalità organizzata.

Chiediamo che l’Amministrazione comunale incentivi e tuteli le iniziative culturali sul territorio quale forma privilegiata di contrasto al fenomeno e strumento di crescita delle relazioni della comunità, contro le mafie, l’isolamento e il disagio sociale.

Chiediamo il riconoscimento e la valorizzazione delle realtà con una funzione sociale sul territorio, di quelle realtà spesso non ufficiali, nate grazie all’iniziativa spontanea di cittadini per la creazione di luoghi di socialità, cultura, formazione, sport e divertimento senza finalità commerciali. Spazi fondamentali per la produzione di benessere,  che attualmente non soltanto non  ricevono alcuna forma di sostegno istituzionale, ma che spesso sono minacciati di chiusura, a causa di una mancata distinzione amministrativa da esercizi con finalità di commercio. E’ il caso del Cinema Palazzo e di molti altri spazi, come il Grande Cocomero a San Lorenzo, un centro che da oltre vent’anni svolge un lavoro fondamentale per i ragazzi di Neuropsichiatria infantile e per gli adolescenti di San Lorenzo, grazie all’impegno gratuito dei volontari, e che rischia di essere spazzata via perché nulla è stato fatto per consentire a questa esperienza di poter finalmente lavorare con tranquillità. In questo senso chiediamo all’Amministrazione comunale di ridefinire la questione degli spazi assegnati con funzioni sociali e di ripensare alla Delibera 26, che regola le modalità di assegnazione degli spazi pubblici.

Esprimiamo piena solidarietà con i compagni di SenzaSlot, una realtà pavese in primo piano nella battaglia contro il gioco d’azzardo, che ha promosso la prima manifestazione nazionale contro il gioco d’azzardo il 18 Maggio scorso a Pavia, contro cui As.Tro e Sistema Gioco Italia hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Un attacco è inammissibile contro una realtà che denuncia una situazione ormai insostenibile.

Chiediamo infatti il blocco immediato delle licenze per gli spazi del gioco d’azzardo, in attesa dell’introduzione di una normativa Comunale restrittiva, che impedisca il proliferare degli spazi e delle occasioni di gioco, attraverso l’imposizione del rispetto dei vincoli di destinazione degli immobili, l’istituzione della distanza minima dei punti vendita da istituti scolastici di qualsiasi grado a 300 metri, l’individuazione di luoghi di pubblico interesse e di aree sensibili in cui non saranno concesse autorizzazioni per l’apertura di sale gioco.

Chiediamo che le licenze e le autorizzazioni per l’esercizio di giochi leciti siano di competenza Comunale. (Attualmente vengono rilasciate dalla Questura.)

Chiediamo che venga garantita l’assistenza sanitaria gratuita per il GAP (gioco d’azzardo patologico), e che siano incentivate al tempo stesso iniziative di prevenzione e di contrasto al fenomeno.

 

Contro l’azzardo, liberiamo l’immaginazione, riprendiamoci il gioco!

 

Il Nuovo Cinema Palazzo vi invita quindi tutte e tutti a partecipare ai due appuntamenti con il gioco (quello vero) in programma a giugno:


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